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Chiesa Madre

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La Chiesa fu progettata e realizzata fra la fine del XVII e la metà del XVIII secolo, da Frate Angelo Italia (architetto che operò, nella zona compresa fra Avola e Noto nonché nella zona montana nei Comuni di Ferla e Cassaro). All'origine fu costruita una "capanna", (I'attuale cappella del Santissimo posata a destra del transetto) nella quale furono officiate le prime Sante Messe. Successivamente questa fu ampliata fino a costruirla completamente. E' una "incompiuta", e diverse motivazioni ne suggerirono durante il corso dei lavori decisivi cambiamenti; la Chiesa infatti fu progettata e pensata a ben cinque navate rispetto alle attuali tre. Si trova in Piazza Umberto I; occupa lo spazio di due isolati dei dodici che avrebbero dovuto circoscrivere la Piazza; ha un orientamento Ovest-Est con il prospetto principale rivolto a Est; è rialzato rispetto al piano stradale; comprende inoltre il Corso Garibaldi; Via Cavour, dove è ubicato l'ingresso laterale della Chiesa; Via Milano, sulla quale prospetta la canonica, I'abside e la Cappella del Santissimo e, infine Vico Buonarroti dove è l'ingresso della Canonica.
Lo stile architettonico del sacro edificio è il tardo Barocco che caratterizza la maggior parte dei monumenti della zona; è formata da tre navate con I'aggiunta di altari laterali (che dovevano essere all'origine ulteriori navate), con transetti laterali; Cappella del Santissimo, ubicata alla destra del transetto; nella parte sinistra del transetto è ubicata la Canonica; nel transetto sinistro, inoltre, è ubicato l'accesso per la cripta alla quale si accede tramite una scala a due rampe in pietra calcarea; la Cripta si affaccia all'esterno in corrispondenza dell'altare posto a sinistra del transetto; la parte terminale della Chiesa è caratterizzata da un ampio coro con abside terminale; soprastante la crociera vi è una cupola; il prospetto è a torre formante tre ordini ben definiti con zona terminale caratterizzata da vasi decorativi e elementi in ferro forgiato; il primo ordime è formato da ben cinque pannelli (quali dovevano essere all'origine le navate) scandite da robuste lesene in pietra bianca da taglio scavata nel territorio del siracusano; nel pannello centrale vi è collocato il portale principale mentre a destra e a sinistra di questo, si aprono due portali secondari che rappresentano gli ingressi laterali alle navate. Di particolare pregio è il portale centrale, delimitato da due colonne con capitelli compositi, cornici con mensoline sopra le quali sta la cornice dalla quale, lateralmente, si dipartono due volutine di particolare pregio architettonico, fra queste è collocato lo stemma raffigurante lo scudo araldico degli Aragona-Pignatelli, nobili e importanti famiglie locali. Il primo ordine è delimitato da una importante trabeazione con cornice aggettante particolarmente rifinita, iI secondo ordine è dipartito in cinque piccoli pannelli anch'essi scanditi da lesene (in corrispondenza di questa zona e dall'interno, è ubicata la cantoria); nel pannello centrale è ubicata una finestra definita da archivolto, stipiti e cornici in elementi di pietra bianca da taglio; ai lati si dipartono le caratteristiche volute sagomate e realizzate con elementi di pietra bianca da taglio; ai lati e immediatamente dopo le volute stanno due colonnine sormontate da elementi decorativi a "pigna", iI terzo ordine, infine, è composto da tre pannelli anche questi scanditi da quattro lesene, nel pannello centrale vi è un'apertura ad arco ingentilita da una balaustrata in pietra bianca da taglio che rappresenta la torre campanaria alla quale si accede da una scala a chiocciola in pietra bianca che si diparte dall'ingresso principale; detto ordine è definito lateralmente da due elementi cilindrici con cupolino finale che rappresenta (il sinistro) il vano scala a chiocciola; la parte terminale, infine è rappresentata da una trabeazione e cornice ben lavorata e ingentilita da una serie di vasi ornamentali in pietra rappresentanti, come nel secondo ordine, delle "pigne". Le coperture sono a tetto con struttura lignea portante e tegole del tipo siciliano ad eccezione del terrazzo della navata sinistra. Antistante la Chiesa è caratterizzato un ampio sagrato con scalinate per i tre lati, la pavimentazione e i gradini sono realizzati con elementi di pietra bianca da taglio. II sagrato è cinto da una scalinata che va da Piazza Umberto I, Corso Garibaldi e Via Cavour; su Corso Garibaldi sono collocate quattro statue in pietra calcarea, poste su piedistallo. Nel Sacro edificio vi sono alcuni dipinti di notevole fattura e valenza artistica fra i quali vanno ricordati: tela raffigurante "Lo Sposalizio della Vergine" del XVIII secolo di Olivio Sozzi, tela raffigurante "La Madonna del Rosario" di Sebastiano Conca, tela raffigurante "San Sebastiano" del XVII secolo ad opera di ignoti, tela raffigurante "Il Battesimo di Gesu" di epoca ed opera ignoti. Un primo intervento importante di restauro è stato necessario negli anni sessanta in occasione del crollo della cupola (il soffitto della quale raffigurava un cielo con gli angeli affrescato su una volta in canne e gesso anch'essa crollata e purtroppo non recuperata). La stessa fu ricostruita con una struttura in cemento armato definita da una muratura ordinaria e fu realizzata una cupola, anch'essa in cemento armato, con lanternino finale ed estradosso della stessa completata con lastre di rame. Nel 1991, a seguito del terremoto che ha interessato la Sicilia Orientale è stato eseguito un intervento di messa in sicurezza del prospetto principale; in questa occasione, sono state realizzate delle indagini per verificare il sottosuolo e la staticità del complesso architettonico. Nel 1999 sono iniziati, ed attualmente ancora in corso, i lavori di restauro e consolidamento dell'intero complesso. Questo intervento è finalizzato al recupero, consolidamento e restauro e quindi alla riapertura della Chiesa ed è stato finanziato nell'ambito degli interventi di ricostruzione post-terremoto.
L'organo, realizzato nel 1741, è attribuito a Donato del Piano. Il Crocifisso in legno policromo è di autore ignoto, risale al XVII secolo e proviene da Avola Antica dal Convento dei PP. Minori Osservanti. Le ricorrenze che si celebrano sono: la festa di San Sebastiano, Patrono di Avola.
- Il Venerdì Santo, la Funzione delle sette parole e la Processione del Cristo Morto dalla Chiesa Madre alla Chiesa di Sant'Antonio Abate.
- La "Pace", la domenica di Pasqua, che si svolge a partire dalla Piazza Umberto I per poi percorrere Piazza Regina Elena (Chiesa Sant'Antonio), Piazza Vittorio Veneto (Chiesa Sant'Antonino), Piazza Teatro (Chiesa di Santa Venera), Piazza Trieste (Chiesa di San Giovanni) e il rientro alla Chiesa Madre.
- L'otto Dicembre: la Processione della festa dell'lmmacolata, festa popolare di origini molto antiche e molto sentita.

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