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La Chiesa di Santa Venera è stata fondata nel XVlII secolo (tra il 1713 e il 1715) ed è situata in Piazza Teatro, rivolta ad ovest, si trova la facciata che, inspiegabilmente, non è allineata al lato della piazza e quindi alla simmetria planimetrica dell'abitato disegnato da Angelo Italia nel 1693.Il disegno originario può essere attribuito, con buona probabilità, a Michelangelo Alessi, mentre la facciata mostra, sui tre ordini che la compongono, le influenze e gli stilemi dei periodi in cui furono realizzati. Costruita in pietra bianca da taglio, si impone per la sua luminosità. Nel primo ordine lo spazio è tripartito da paraste concluse da capitelli tuscanici. Al centro è il portale caratterizzato da sottili giochi prospettici che muovono le lesene dai capitelli ionici ornati da festoni. L'arco a tutto sesto è "ridisegnato", nella parte superiore, da un motivo a zanca. Sopra l'architrave, isolato, è un cartiglio. Ai lati del portale sono due nicchie contornate da eleganti motivi barocchi con conchiglie nella parte superiore dell'incavo. Al primo ordine, concluso da trabeazione con fregio liscio e cornice dentellata, si sovrappone il secondo, definito lateralmente da volute e obelischi. L'insieme mostra segni di rifacimenti e, al centro, una grande nicchia sormontata da un timpano spezzato: in essa lo spazio interno è dilatato da un accorgimento tendente ad evidenziare la statua della Santa alla quale il tempio è dedicato. La nicchia, insieme alle due poste negli spazi laterali del primo ordine, costituisce il momento più decorativo del prospetto. Al XIX secolo risale il terzo ordine contenente la cella campanaria a tre fornici sostitutive del campanile; mostra caratteri stilistici e compositivi ormai lontani dalle raffinate soluzioni del settecento. La Chiesa presenta un impianto a croce latina; il soffitto è con volte di gesso e le tre navate sono divise da pilastri tuscanici. Al centro del catino absidale è posta una stupenda pala raffigurante Santa Venera Predicatrice, attribuita da Citti Siracusano a Costantino Carasi, pittore netino del settecento. Nella cappella laterale destra è collocata la statua argentea della Santa realizzata nel 1864 dallo scultore napoletano Abbate e dall'argentiere Pugliesi. Il piano di calpestio della cappella presenta maioliche in cui prevalgono i luminosi toni del cadmio. Le piastrelle decorate con elementi geometrici e motivi acantiformi, racchiudono l'aquila bicipite sormontata da corona. La cappella di sinistra è dedicata al Santissimo Sacramento.La Chiesa conserva alcuni dei dipinti precedenti al terremoto del 1693 e raffiguranti Santa Marta e il demonio, Santi Crispino e Crispiniano e l'lmmacolata, la Madonna con San Biagio (quasi interamente distrutto dall'umidità). A questi si aggiungono i dipinti successivi: Madonna del Rosario con San Domenico e Sante Domenicane, La Sacra Famiglia Gesù e Maria, Salvator Mundi e San Vincenzo Ferreri.Nella Chiesa l'ultimo restauro concernente il tetto e gli intonaci esterni è stato condotto nel 1985-87 dall'architetto G.Vinci.Alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Siracusa sono stati affidati il grande quadro di Santa Venera (1991) e il quadro Cristo Re. Sono state altresì rinnovate le coppe del carro di Santa Venera anch'esso restaurato.Fino al 1904 si festeggiava solennemente il giorno del martirio della Santa, cioè il 26 luglio; da quell'anno invece, in considerazione del fatto che tutti quelli che erano al lavoro non potevano degnamente onorarla, si stabilì di celebrare tale ricorrenza l'ultima domenica del mese di luglio e l'ottava successiva.L'organo maestoso fu costruito da Palizzi da Modica nel 1901. Nel 1919 la chiesa fu elevata a parrocchia dopo essere stata sacramentale sin dal 1725.
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