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Il Carnevale

Feste e tradizioni

La festa di “Carnevale” è forse la tradizione più remota tra le tante del nostro paese.
Facendo un salto nel passato, è facile intuire che non esiste un momento in cui inizi tale festeggiamento, ma risalendo alle scritture più antiche si rivela che già nel 1912 girava per le vie del paese un pupazzo riempito di fieno, destinato al rogo al culmine della festa.
La festa era caratterizzata da maschere tradizionali come il “ruffiano”, che ancora oggi viene ricordato come costume del passato, e dal cosiddetto “festival” (recinzione della piazza centrale ove si organizzavano giochi tipici del tempo).
Il Carnevale Avolese durante il secolo ha assistito ad un cambiamento totale delle sue usanze, ma non ha perso la sua caratteristica principale, il rogo del “Re” burlone come termine di una settimana di spensieratezza e allegria.
I documenti fotografici più antichi raffigurano carri sui quali oltre al soggetto realizzato con materiali riciclati e di qualunque genere, vi ballavano sopra decine di persone che allietavano la festa.
Con il passar degli anni ci si è orientati sempre più sull’uso della cartapesta e dei fiori, separando il concorso in due specialità: allegorico ed infiorato.
Nel secondo dopoguerra si ha avuto un afflusso di partecipanti tale da rimarginare le ferite subite ed ha ripreso ad esistere imponendosi fra le tradizioni popolari che hanno lottato per arrivare ai nostri giorni.
Per questo è anche possibile tracciare la storia del nostro paese, analizzando le tematiche utilizzate per la realizzazione delle opere, che in molti casi erano delle vere e proprie denunce o proteste.
I nostri padri ricordano che negli anni settanta, le sfilate, coprivano quasi l’intero percorso dell’allegro corteo, con partecipazioni di circa venti carri allegorici intervallati da altrettanti carri in fiore e da decine di gruppi mascherati.
A questa sfilata man mano si sono aggiunti maestosi carretti siciliani, sbandieratori, majorettes e persino trampolieri.
Nel decennio degli anni ottanta la festa ha visto pochi partecipanti e addirittura nei primi anni novanta ha rischiato di svanire, ma a metà decennio con l’ingresso in gara di giovani carristi, che hanno suscitato una forte rivalità in entrambi i campi d’applicazione, il Carnevale ha ripreso vitalità.
Oggi Avola ha il miglior Carnevale della Sicilia Sud-Orientale sia per le opere in cartapesta, con dimensioni notevoli e accurate rifiniture, che per le opere in fiore, uniche nella zona del Siracusano-Ragusano.
Attualmente la manifestazione si svolge in questo modo:
- Il Giovedì Grasso, si tiene la tradizionale attraversata per le vie principali del paese di “Re Carnevale”;
- Il Sabato Grasso, la sfilata di “Re Carnevale” con arrivo in Piazza Umberto I, seguito da bambini in maschera;
- La Domenica di Carnevale, il raduno dei carri allegorici, infiorati e gruppi mascherati, per dare inizio alla sfilata presieduta da “Re Carnevale”;
- Il Lunedì, la gara di poeti dialettali a suon di rime e recitazioni in piazza.
- Il Martedì (ultimo giorno), si ripete la sfilata con rogo finale del “Re” al centro della piazza, nella quale hanno sostato i carri partecipanti nelle due sere principali.
Il pupazzo che verrà arso, ha da sempre la caratteristica di portare in mano la salsiccia ed un fiasco di vino, che rappresentano ciò che si faceva nell’antico passato, cioé bere un bel bicchiere di vino tra una porzione di salsiccia e l’altra dopo essere stata ben cotta sulla brace del “Re”.
Anticamente lo si faceva, oggi invece si preferisce godersi la festa nel massimo splendore e poi andare a ballare o in discoteca o in qualche festa privata generalmente organizzata da chi, nel rischio di rimanere solo a causa dell’impegno preso con la propria partecipazione, preferisce riunire nel locale adibito alla costruzione del carro, gli amici, parenti e conoscenti che vogliono festeggiare con lui la posizione raggiunta in classifica o comunque la sua buona prestazione.
La partecipazione alla sfilata impegna molto non solo nei tre giorni interessati ma anche nei mesi precedenti per la costruzione dei carri.
Il “carrista” è colui che con il suo saper fare riesce ad improvvisarsi fabbro, falegname, coreografo, critico d’arte elettricista, pittore e meccanico.
Il motivo per il quale la qualità carristica del paese di Avola è nettamente superiore ai premi in concorso, è il fatto che vi è una concorrenza spietata tra i partecipanti, per questo il nostro Carnevale è totalmente gratuito per chi volesse ammirarlo da vicino e divertirsi tra maschere buffe e suggestionanti carri allegorici ed infiorati.
Sono molte le persone dei paesi vicini che hanno la curiosità di vedere quali stravaganti soggetti sono stati utilizzati dagli artigiani carristi avolesi per affrontare gli attuali temi, al punto di affollare le strade destinate all’allegro corteo.
Chi non ha mai assistito al Carnevale Avolese e volesse farlo, è ancora in tempo, visto che al momento sembra destinato ad essere sempre più festoso ed in evoluzione.
E’ un invito?
Certo che si!
Le dimensioni dei carri occupano in larghezza l’intera superficie del percorso, suggestionando lo spettatore al loro passaggio, ma non è tutto, infatti chi vuole ammirare il massimo splendore delle opere, può posarsi nella piazza principale.
Infatti questo è il momento più esaltante, in cui gli artigiani mettono in scena tutto il lavoro di un anno, con movimenti semi meccanici, luci a raggi luminosi colorati, musica da sottofondo e tanta voglia di conquistare la prima posizione per la quale stanno partecipando.
E’ agli artigiani carristi che va il merito del successo dell’attuale Carnevale Avolese, visto che i premi di aggiudicazione sono irrisori, destinati quasi per intero alle spese di realizzazione e a banchetti improvvisati tra gli amici collaboratori.


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