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Prodotti tipici locali
Il mandorlo, sin dall'antichità è stato coltivato in tutto il territorio siciliano e in particolare nella provincia di Siracusa, nei comuni di Noto e di Avola, nelle province di Agrigento e a Caltanissetta. Ebbe origine nell'Asia Centrale, fu introdotto nell'Italia Meridionale dai Greci e dai Fenici e in epoca romana si diffuse molto in Italia. Ma in Sicilia si assiste a una forte produzione solo nel novecento. La mandorla è un integratore dietetico naturale in grado di contrastare debolezza e depressione poiché è un rinforzante del sistema nervoso e del sistema immunitario e inoltre, possedendo il magnesio, contribuisce ad alleviare i disturbi femminili legati al ciclo. Contiene non solo magnesio ma anche grassi insaturi, vitamina E e proteine vegetali in grandi quantità. Per questi motivi si consiglia il suo consumo nei casi di astenia, di convalescenza, stitichezza, dermatosi. In Sicilia si coltivano soprattutto tre qualità di mandorla: Pizzuta d'Avola, Romana e Fascineddu. La varietà sicuramente più famosa è la Pizzuta d'Avola che presenta una forma ovoidale regolare, utilizzata soprattutto nell'industria dei confetti. Viene raccolta tra fine luglio e agosto mediante battitura della pianta e il guscio va essiccato all'aria aperta e posto in seguito nei magazzini. E' possibile la conservazione della mandorla per un anno poiché è circondata da un involucro molto consistente. Il produttore si occupa della sgusciatura, della smallatura del seme mentre il commerciante si occupa della calibratura e della selezione delle mandorle. Il mandorlo viene coltivato sui terreni poco fertili e ricchi di pietrame ed è molto importante che dopo l'entrata in vegetazione non si verifichino gelate primaverili, cioé ritorni di freddo perché colpirebbero i fiori e i piccoli frutti che possono essere più facilmente danneggiati. Ad Avola le prime officine meccaniche che si sono occupate della costruzione dei macchinari per la sgusciatura e separazione delle mandorle si trovavano in Via Marconi ed erano di proprietà di Carlo Tossani. Più tardi le officine furono trasferite in Via Cesare Battisti presso il Ronco Apuania e più tardi nel lungomare avolese in Via Aldo Moro. Molti macchinari furono esportati dalla Sicilia in Puglia, in Calabria, in Sardegna e addirittura in Israele. Alla morte di Carlo la ditta è passata ai figli Corrado e Giuseppe. Oggi la mandorla di Avola viene esportata in tutta Italia. Viene utilizzata nell'industria dolciaria come: mandorla tostata, salata, pasta di mandorle, latte di mandorla, per produrre torte, biscotti, torrone e confetti di ottima qualità. Sono tutti dolci buonissimi e molto apprezzati. Gustosissimo è anche il latte di mandorla per la cui preparazione non viene utilizzata la pasta che comunemente si trova in commercio ma le mandorle vere e proprie. La ricetta è molto semplice. Si inizia passando o pestando in un frullatore 500 gr. di mandorle dolci pelate aggiungendo quando occorre acqua calda. Ottenuta una pasta omogenea, bisogna aggiungere 800 cl. d'acqua bollita e ancora abbastanza calda. Si lascia riposare per tre ore. Si conserva in frigo e si beve entro ventiquattro ore. L'impasto può essere utilizzato come ingrediente per torte e biscotti. Nonostante l'Italia continui ancora oggi, come abbiamo detto, a lavorare la mandorla, essa non è più al primo posto nella mandorlicoltura mondiale perché è stata superata dalla Spagna e dalla California. Purtroppo questa situazione si è verificata nel nostro territorio per vari motivi, o perché la mandorla è stata sostituita con colture a più alto reddito grazie alla disponibilità mediante pozzi trivellati o perché è esplosa l'offerta da parte di mercati esteri a prezzi competitivi e con prodotti maggiormente uniformi o per l'assenza di interventi di protezione e di valorizzazione del prodotto o per il mantenimento di pratiche ormai superate nel settore agricolo. Occorre, quindi, un vero e proprio sostegno economico e legislativo per poter uscire da questo stato di crisi e ci auguriamo che chi di dovere provveda al più presto.
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