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La Pasqua

Feste e tradizioni

La Pasqua ha un origine pastorale e monadica: celebrava la trasmigrazione delle greggi dagli altipiani verso le pianure, durante il plenilunio di primavera. In Mesopotamia l'avvento della primavera veniva festeggiato solennizzando la resurrezione della natura. Ed è proprio a questo pensiero che si ispirava la cultura ebraica che in più arricchì la festa col ricordo della liberazione dall'Egitto. La figura del Dio-Salvatore della cultura ebraica venne sostituita dalla figura dell'agnello, consumando il quale si ripete un antico memoriale: il passaggio di Gesù Cristo dalla dimensione della terra a quella del cielo cioé il nostro passaggio dalla dimensione del peccato a quella della redenzione. Per questo motivo l'agnello è sempre presente nel pranzo pasquale, cucinato a forno o arrostito. Addirittura vengono preparati agnelli e pecorelle con dolci di mandorla con la bandiera della pace infissa fra le zampe. Nella Pasqua ebraica, invece, l'agnello aveva una funzione propiziatoria. Era una primizia che si offriva a Dio. Il rito aveva fine con la morte dell'agnello e il pranzo pasquale, mentre nel Cristianesimo la funzione dell'agnello continua più forte con la resurrezione. Ma non è solo l'agnello il simbolo della Pasqua. C'è un altro simbolo molto importante: la colomba che rappresenta lo Spirito Santo che scende sui fedeli grazie al sacrificio del Redentore. Anche la colomba, come l'agnello, viene riprodotta sotto forma di dolce e di disegno che completa il pranzo pasquale. L'uovo è un altro simbolo della Pasqua. Ma questo, a differenza dei due precedenti, ha natura non solo cristiana ma anche naturistica. Nelle culture primitive Dio è colui che crea ma anche colui che continuamente ricrea, secondo una ciclicità temporale esistente. Il Cristo era, cioé, il simbolo della Rigenerazione e divenne nel Cristianesimo il simbolo della Resurrezione. Un tempo si benedicevano le uova in Chiesa durante le funzioni del Sabato Santo e si poneva un uovo di struzzo nel sepolcro la sera del Giovedì Santo e si riprendeva la Domenica di Pasqua. Perciò l'uovo è al contempo Cristo e Cristo risorto. Per la Pasqua si vendono uova sode colorate, uova di cioccolato con dentro i regali e i dolci di pasta con dentro due uova sode. Un'altra usanza molto diffusa nelle nostre parti è quella di trovare nei pavimenti delle cappelle e degli altari, il Giovedì Santo, i cosiddetti lauri o lavori e laureddi (messe di grano) che simboleggiano il Cristo che muore, che scende negli inferi, per poi risalire e germogliare a nuova vita. Durante la Settimana Santa si svolgono due manifestazioni seguite dalla popolazione della nostra provincia. La prima è la visita dei Sepolcri il Giovedì Santo e la seconda è la processione dell'Addolorata e del Cristo morto il Venerdì Santo. In ogni Chiesa si prepara, ai piedi dell'altare un addobbo di fiori, piante e lavureddi che le famiglie preparano per offrire a Dio. Nella processione del Venerdì Santo le persone vestite di scuro, con lunghe torce, portano a spalla o a traino i simulacri della Vergine trafitta da una spada e del Cristo adagiato in un'urna di vetro e d'oro. I riti della Pasqua hanno perciò inizio col Giovedì Santo e terminano con la "Pace" della Domenica. Dopo il venerdì, il sabato è giorno di assoluto silenzio e di digiuno. La domenica è il giorno più importante, perché è il giorno dell'incontro fra Gesù risorto e la Madonna. La Pace avviene nella piazza principale, in mezzo alla folla che assiste festosa, al rintoccare del mezzogiorno. La Madonna e Gesù risorto sono coperti da due vesti. Nel momento in cui vede Gesù Cristo, la Madonna lascia cadere la sua veste nera e, mostrando alla folla una bellissima veste celeste, si leva al cielo un volo di colombe. I due simulacri iniziano a muoversi, portati dai fedeli, finché vicini si incontrano e si abbracciano. A questo punto la folla assieme ai simulacri e al corteo musicale si sposta nelle altre piazze della città nelle quali si ripeterà l'incontro tra la Madonna e Gesù risorto. In questo giorno che conclude la festa le persone si scambiano gli auguri che per tradizione vengono fatti dopo la Pace di mezzogiorno nella piazza principale della città.


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