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Feste e tradizioni
Avola, come tutta la Sicilia Orientale, venera San Sebastiano. Egli nacque a Milano, nel III secolo e da giovane si dedicò alla vita militare. Fu amico dell'imperatore Diocleziano ma quando si scoprì che si adoperava per convertire alla fede cristiana i detenuti carcerati fu denunciato a Diocleziano che lo fece uccidere dai suoi arcieri perché si era rifiutato di rinnegare il suo credo. Il culto tributato a questo Santo è sentito e vissuto con molta commozione. La sua immagine ispira sentimenti di rispetto, sottomissione e conversione al tempo stesso perché oscilla tra le sembianze del soldato e del martire. Verso il XIV e XV secolo subentra la nuova immagine del Santo. Adesso è un adolescente vigoroso che infonde coraggio. In Provenza è spesso raffigurato come un Santo adolescente e oppositore, esposto alle frecce per amore di un ordine superiore. Tale figura interpreta bene i sentimenti di resistenza di gruppi sociali popolari ai costumi di vita feudali di allora. Infatti nella sua figura venivano proiettate le attese esistenziali e sociali di una umanita con problemi di sopravvivenza. Nella riconversione cristiana, Sebastiano, colpito da frecce, ha il potere di allontanare la peste e contro di essa il suo aiuto è stato continuamente invocato nel corso dei secoli. Il Santo è stato eletto patrono degli uomini in divisa perché ispira sentimenti di forza e di potenza. San Sebastiano è venerato persino in Francia dove igiovani, gareggiando con l'arco, danno pubblica dimostrazione del proprio valore mentre nei paesi siciliani prevale il rito e il valore simbolico dei colori: il verde della natura, il bianco della fede e il rosso del martirio. La festa del Santo è il venti gennaio ma è a maggio che si tiene una manifestazione che dimostra come la devozione per questo Santo sia molto sentita in tutta l'isola e non solo ad Avola. Nella seconda domenica del mese di maggio, ad Avola, si svolge la processione dei "nuri". Anche in passato si svolgeva tale processione ma le forme erano troppo licenziose per essere associate al culto tanto che si rese necessario un intervento ecclesiastico di censura per cui oggi i "nuri" sono obbligati ad indossare vestiti con una tunica bianca e una fascia rossa e le donne e i ragazzi ad indossare vestiti di colore rosso. Essi svolgono il loro pellegrinaggio alle prime luci del giorno della festa per recarsi in Chiesa dove è conservata la statua dedicata al Santo, gridando a squarciagola per invocare il suo aiuto e la sua protezione e per ringraziarlo per le grazie ricevute. Il pellegrinaggio si effettua spesso a piedi scalzi e i fedeli portano con sé fiori votivi che poi saranno depositati, in parte, nelle tombe dei cari defunti.
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