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Da visitare
La sua posizione nel territorio è determinata dalla caratteristica del sito, come la maggior parte dei complessi marinari che sorgono lungo la nostra costa. Il centro della borgata marina di Avola grava presso l'incrocio tra Via Miramare e la strada comunale Marina Vecchia. L'origine della borgata risale alla fine del 1600 (anno di ricostruzione del dopo terremoto, 1693). La marina di Avola ebbe il maggior sviluppo urbanistico con l'impianto in forma stabile della tonnara. Intorno agli anni trenta costituisce uno scalo commerciale marittimo di notevole importanza per l'economia cittadina. Qui si trovavano diverse piccole industrie per la lavorazione, oltre del tonno, di essenza di limoni e arance, il mulino per la lavorazione del frumento posto nell'edificio che ora ospita la caserma della Guardia di Finanza, di proprietà del Cav. D'Agata. La tonnara di Avola è costituita dal Malfaraggio, comprendente la Loggia, il locale per il ricovero delle barche e lo stabilimento per la lavorazione del tonno. Inoltre vi sono anche le abitazioni dei pescatori, i magazzini e la casa stagionale del proprietario.II palazzotto del proprietario, la prima costruzione che si profila sulla piazzetta al mare, ha linee architettoniche ispirate ai gusti degli inizi di questo secolo. Le finestre e la porta con piatte bande curvilinee, sono al pari delle porte e finestre del piano terra accuratamente disegnate. Il terreno in discesa crea gli spazi per il piccolo appartamento dove alloggiava il padrone che durante la stagione di pesca si trasformava in marinaio. Segue la Loggia Grandiosa, circondata per tre lati dal mare e ampliata nel periodo estivo da un recinto col tetto di paglia dove si essiccavano le interiora. Dall'arco a tutto sesto del lato opposto, I'unico ancora esistente, le barche venivano tirate in secco e messe al sicuro durante la stagione invernale; fino ad una quindicina di anni fa sopravvivevano tre scieri e due barche piccole, usate per il trasporto di piccole quantità di tonni. Sul lato sinistro, si susseguono gli altri edifici in una sequenza complicata dai crolli e dalla crescita di erbe infestanti. I seminterrati sotto l'abitazione del padrone erano adibiti a depositi del carbone e del sale, a fianco seguiva lo stabilimento, riconoscibile per l'impianto regolare e la lunga ciminiera. Seguivano lo stanzone per le vasche dell'olio e le attrezzature per la chiusura del sottovuoto delle scatolette. Al di là del cortile, alta sul mare, ora coperta di verde, era la serie di magazzini adibiti alla conservazione delle "lunghe trappole", cinque chilometri di reti con una quantità enorme di boe e infine le grandi ancore per fissare le apparecchiature e contrastare la forza dei venti. La tipologia di dette costruzioni, tuttora esistenti, ha uno schema distributivo rudimentale ad ambiente unico, ulteriore semplificazione delle case rurali; esse fungono ormai da ricovero per gli attrezzi di lavoro dei pochi pescatori e sono state trasformate in locali per la vendita del pesce. Le suddette costruzioni sono ormai destinate a residenze saltuarie, per lo più nei giorni di pesca. I magazzini, per il deposito dei prodotti tipici del luogo (limoni, carrube, mandorle, etc), hanno un'estensione superiore ai 400 mq. ad ambientazione unica. Nel 1948 ormai in piena crisi si provvede a ridurre il personale e ad eliminare gli impianti dell'inscatolamento del tonno, mentre negli anni cinquanta è cessata definitivamente l'attività della pesca. Attualmente la tonnara è in stato di degrado: scomparsi gli scieri, ad opera dei vandali e, dal tempo ridotte a monconi le strutture portanti della Loggia, solo il grande arco posteriore per il ricovero delle barche nel periodo di riposo resta invariato.Anticamente lungo le coste siciliane venivano calate innumerevoli tonnare sul versante settentrionale (quelle di "corsa") che su quello meridionale (quelle di "ritorno"); le prime venivano tolte verso la fine di giugno, le altre rimanevano più a lungo protraendosi fino ai mesi di luglio e settembre.
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